Ti voglio raccontare

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Subject: Ti voglio raccontare   Date: 9 June 2010  23:37

Carissima,
la casa è avvolta dal silenzio, un involucro quasi, che attutisce eventuali e involontari rumori.
Così riesco a scriverti di questa giornata lunga e faticosa ma anche allegra e particolare: cominciamo dall’inizio, tanto già ti starai chiedendo come sia possibile che io abbia ancora le forze per strimpellare a quest’ora sulla tastiera del computer.
Stamane, inesorabile e perfida, la suoneria del cellulare mi ha strappato a un sonno popolato di sogni inverosimili e inquietanti; l’ho benedetta e maledetta insieme: un altro giorno da affrontare, con le sue insidie, le sue sorprese.
Non ho potuto tergiversare: come per incanto anche Francesco e i gemelli si sono lanciati all’assalto della loro mattinata; ancora non riesco a comprendere quale meccanismo perverso leghi questi tre individui e provochi in loro reazioni analoghe. Insieme, sempre, si svegliano, si addormentano, si arrabbiano, sono divertiti o annoiati. Sono, forse, gli uni i replicanti dell’altro, o viceversa.
O sarà che li invidio, di un’invidia buona s’intende; ammiro il loro vivere con fluidità i singoli banali momenti della giornata come in un labirinto che affrontano sereni, già conoscendo il corretto percorso che li condurrà all’uscita (leggi: fine della giornata; soluzione del problema; traguardo dell’obiettivo).
Dicevo, insomma, che mi sono alzata e non ho badato a loro.
Lo specchio del bagno mi ha restituito un’immagine conosciuta e non troppo amata. Me ne sono fatta una ragione (io SONO una persona ragionevole) e mi sono dedicata, con infinita pazienza, alla scelta dell’abbigliamento, al trucco veloce, alla ricerca disperata delle chiavi dell’auto che hanno un potere dissimulatore di sé davvero incredibile. Le ho recuperate tra un cuscino e l’altro del divano, dove si erano rifugiate per cercare pace e silenzio.
Sono uscita, ho scambiato due convenevoli con la vicina di casa; ho salutato l’uomo giardino, come i gemelli chiamano l’addetto al verde condominiale, sono salita in auto e partita.
Ecco, diciamo che il verbo partire ha un che d’improprio: lascerebbe presagire chissà quale viaggio, quali avventure; in realtà mi sono avviata con andamento catatonico verso il centro città. Ho parcheggiato con la solita difficoltà, incurante degli sguardi compassionevoli di un’anziana coppia a passeggio lungo il viale.
Ed ecco il momento che ha colorato questa mia giornata regalandole un tocco magico che non dimenticherò con facilità.
Procediamo con ordine. Come sai, l’azienda per la quale lavoro ha attuato da poco l’ennesimo cambiamento organizzativo cui si è aggiunto un trasloco in nuovi uffici.
Lo so, te l’ho già raccontato più volte e quando ne parlo, mi lamento, mi entusiasmo, mi abbatto: è il mio modo di reagire alle novità.
Ti confesso che i nuovi locali somigliano molto all’idea che ho di me stessa: sono luminosi e gai, seri ma non troppo, eleganti e accoglienti. La modestia non sarà il mio forte ma che male c’è in quel poco di autocompiacimento che sorregge e gratifica?
I nuovi uffici sono gradevoli e mi ci sono ambientata senza fatica. Tuttavia sarei ipocrita se dichiarassi totale indifferenza all’abbandono del vecchio stabile. Dopo un decennio di accoglienza incondizionata gli farei un torto. Lo amavo di quell’amore senza tumulto e batticuore che si riserva al compagno di vita. Certo Francesco non sarebbe lieto di sapere accomunato il sentimento che mi lega a lui all’affetto che nutro nei confronti del vecchio ufficio; senza contare che già l’aggettivo vecchio, in sé, reca offesa. Tuttavia so per certo – mi fido di te e della complicata mia nuova password – che non leggerà questa mia.
Lasciare i vecchi locali è stato come abbandonare una parte della mia vita, pur nella convinzione che, fra quei muri, qualcosa di me sarebbe rimasto:una strana sensazione che non so spiegare.
Tu mi conosci bene: con te condivido i patimenti quotidiani che accomunano le mie giornate alle tue. Conosci anche il mio sogno nel cassetto.
Chiunque mi conosca bene, in realtà, ne ha sentito parlare: da sempre vorrei aprire, vorrei gestire, una mia libreria. Il profumo della carta, le sue diverse consistenze, le copertine colorate, le parole stampate in caratteri differenti, e poi le storie narrate, a qualunque genere appartengano: tutto mi affascina.
Quante volte me la sono immaginata, l’ho arredata, inaugurata, anche insieme a te. Abbiamo scelto l’essenza del legno degli scaffali; acquistato con la fantasia poltrone di vimini e cuscini colorati, studiato le luci giuste; dedicato le vetrine a questo o quell’evento, a questo o quel tema. E’ un argomento che non ci stanca mai, come quei pensieri felici ai quali ci si abbandona quando non si riesce a prendere sonno, nella speranza che ci conducano per mano verso una notte serena.
Come sai, ancora oggi quando passo di fronte ai vecchi locali che ospitavano il mio ufficio, abbasso lo sguardo in un gesto involontario ma inevitabile.
Eppure questa mattina qualcosa ha attirato la mia attenzione. Le vetrine non erano più ricoperte dagli opachi teloni di plastica pesante che impedivano la vista degli interni, ingombri di materiale da macero.
Colori e luci hanno catalizzato la mia attenzione, tipo canto di sirene.
Non ci crederai. Io stessa stentavo a credere.
Una nuova, enorme libreria abita i locali presso i quali ho lavorato per tanti anni.
Era lì, immobile e magica, davanti ai miei occhi. Non ti so spiegare con appropriati aggettivi gli stati d’animo che si sono sovrapposti nella mia mente: sono tra l’altro certa che non occorra. Mi sono emozionata e commossa, triste e insieme felice per l’incredibile coincidenza.
Perché di sicuro di una coincidenza si tratta: però è come se tra quei muri, in quei locali, qualcosa di me fosse rimasto e avesse preso vita. Ti spiegherò meglio alla prima occasione.
Per ora, mi affido a questo pensiero felice e cerco di dormire. Ti saluto con immenso affetto.
Buonanotte.
 
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One response to “Ti voglio raccontare

  1. in un attimo di pace ho letto e … mi sono commossa.
    e non credo sia solo stanchezza 🙂
    bellissimo racconto
    baci tvtb

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