1964

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Piero aveva  quarantotto anni quando rilevò la salumeria presso la quale, da tempo, lavorava come gestore. Era il 1964, uno degli anni della rinascita economica del paese; il momento giusto per rischiare l’avvio in proprio di un’impresa commerciale. La salumeria si trovava in un corso importante della città, proprio alle spalle del mercatino rionale. Quest’ultimo peraltro non era d’ostacolo all’attività perché si rivolgeva ad una fascia differente di clientela. I prezzi dei prodotti erano medio alti ma la qualità eccellente: nel negozio erano esposte decine di forme di ottimo parmigiano reggiano, prosciutti san daniele stagionati a dovere, scatolame delle migliori marche, olio, aceti, confetture.  Piero curava anche l’estetica delle vetrine:  un Topo Gigio circondato da forme di formaggio, una mucca gonfiabile (ricordate la Mucca Carolina?) attorniata da bottiglie di latte, prosciutti cotti e crudi impilati come una torre d’altri tempi. L’insegna era imponente, con la scritta “Invernizzi” in stampatello, bianca su fondo nero. Anche le buste di plastica per i clienti avevano un logo dedicato.  A quei tempi non usava chiudere per un periodo di ferie e già allora la salumeria restava aperta la mattina di Natale e di Pasqua, momenti di grande afflusso di clientela. Il negozio è vissuto felice per oltre un quarto di secolo e Piero ancora oggi ne parla con orgoglio e nostalgia.

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