Vorrei un settembre lento e sorridente

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Settembre. In città, qualcuno ha girato l’interruttore. Da zero a dieci, all’improvviso. Lo scorso mese era tempo di vacanze, si sa, ma anche chi era rimasto – per scelta o suo malgrado – aveva tempi lenti. Nonostante il centro non sia mai stato deserto e i locali e i negozi aperti avessero comunque i loro frequentatori, tutti, ma proprio tutti, si muovevano con “andamento lento”. Pareva assaporassero con gusto il loro tempo, il cielo, il verde, le cose intorno. Avevano sguardi sereni e luminosi: l’anima in vacanza. Da un paio di giorni invece, tutto è ritornato come sempre: eppure è trascorsa poco meno di una settimana. Capisco chi è tornato al lavoro e ha necessità di muoversi veloce per guadagnare tempo. Tuttavia, persino chi non ha impegni cammina più in fretta, si muove rapido, quasi corre. Anche i clienti in coda al supermercato che lo scorso mese si aggiravano lenti e sorridenti tra carrelli e scaffali, ora scalpitano nervosi. E i passanti si muovono rapidi, gli sguardi bassi. Che sia una frenesia contagiosa? Forse. Bello vedere di nuovo la città attiva e movimentata, i negozi aperti, le insegne accese; peccato per la calma, i sorrisi e il buonumore. Anche a settembre non dovrebbero mancare.

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