Pane e castagne

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Pane e castagne (F. De Gregori)

Mangiamo pane e castagne, in questo chiaro di luna,
le mani ben ancorate su questa linea.
Domani ce lo diranno dove dovremo andare,
ce lo diranno domani cosa dovremo fare.
Ci sta una terra di nessuno, da qualche parte nel cuore,
come un miraggio incastrato tra la noia e il dolore.
Domani ce lo diranno come dovremo arrivare,
ma c’è una terra di nessuno e ci si deve passare.
Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se verrai stasera, ti riconoscerò.
Mangiamo pane e castagne, come una poesia,
perduta nella memoria dai tempi di scuola.
Domani ce lo diranno, cosa vorranno che sia,
ce lo diranno domani, prima di andare via.
Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
e se mi chiami amore, mi chiamerai per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore, io ti risponderò.
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