Atelier delle Arti: breve diario di parole e immagini

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Primo giorno

Come dice bene Valerio, l’Atelier comincia dal viaggio. Rocambolesco e avventuroso, per certi versi. Ma il viaggio è  scoperta, ricerca, incontro. E anche l’Atelier è  tutto questo.

L’eremo  che ci ospita è  silenzioso e massiccio. Le camere sono calde, pazienza. È  sera, il profumo di citronella ci accompagna  verso la grotta: ci accolgono piccoli lumi e Poesia. Gli alberi si muovono nel buio, quasi musica ad accompagnare la lettura. L’atmosfera è  surreale ma intensa. Sto bene: oggi comincia l ‘Atelier.

Secondo giorno

Verde, silenzio, vuoto colmo che abbraccia, accoglie, protegge. Lo spazio dei monti Sibillini di fronte a noi. Natura e poesia oggi rinnovano la loro promessa. I ragazzi e le loro voci giovani, educate, appassionate: le tele di Lara, i progetti di Alessia.  “Sì perdono nell’aria anche i dolori” (Cit.) .

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Nel pomeriggio il cielo si è colorato di azzurro: non ci sono nuvole.

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Astrologia e astronomia, alleate fra loro, lo colmano di significati e simboli. A sera, guidati dalla luna, c’incamminiamo verso l’alto per scoprire stelle e costellazioni. Il tempo è immobile. Salutiamo la notte con voci che cantano.

Terzo giorno

Laboratorio: leggiamo versi, racconti, parole. Offriamo un po’ di noi a chi ci ascolta con affettuosa attenzione e ci regala commenti e consigli. E’ un momento ricco, proprio come il pranzo, ben cucinato e abbondante. Nel pomeriggio, il castello di Lanciano ci stupisce con i suoi dipinti, gli arredi,  le storie. Due soldati del tempo improvvisano per noi un combattimento di spade. Un temporale improvviso ci rinfresca, ma solo per qualche minuto.

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Quarto giorno

“L’arte della felicità”:  può accadere che assenze si colmino di essenza. Il tema metaforico del viaggio si ripropone. Chiacchieriamo col regista (del film d’animazione) che ci racconta aneddoti gustosi. Anche il cibo qua è sempre saporito. La natura intorno a noi è spettacolo.

Poi, musica e immagini in un succedersi di contaminazioni, suggestioni, seduzioni. A sera, la luna prima si nasconde – ma sappiamo che è piena – poi si svela. Le rinnoviamo il Canto di Leopardi, gli occhi puntati verso l’alto.

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Quinto giorno

Gli incontri con gli artisti e la loro arte si succedono. Le ore sono colme. Durante le pause conversiamo con loro: si offrono senza reticenze e, credo, senza filtri. Si raccontano volentieri e noi assorbiamo. Poi Alessandro e la sua chitarra ci fanno cantare. Sembra di spiccare il volo. Mi sento leggera e appagata.

Nel pomeriggio, conosciamo Camerino e il suo respiro medioevale. Camminiamo nel borgo: vie, vicoli, palazzi, teatri, immagini d’altri tempi. Respiriamo un’aria ventosa e densa. Il cielo è scuro e magnifico.

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A sera, chiudiamo l’Atelier leggendo tra le note di un violino e di un’arpa. Lo spettacolo musicale offre spazio alle nostre poesie e alle nostre voci. Sotto la luce dei riflettori leggo anch’io una mia poesia: sono emozionata e orgogliosa, di me e di tutti.

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Sesto giorno.

Tempo di partenze, commiati, abbracci. Tempo di riflessioni, spunti, pareri. Anche quest’anno ho incontrato arte e persone. Anche quest’anno torno a casa gratificata e ricca. E – come dice una dolce fanciulla – con l’anima più leggera.

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